I Mandolini di Mastro Masiello

All’alba della civiltà l’uomo imparò a lavorare il legno. A produrre oggetti che hanno scritto e scrivono la storia della tradizione locale. Ed è con la passione che - trasformata prima in mestiere tramandato da padre in figlio, poi tradotta in arte del creare – Salvatore Masiello supera i limiti del tempo. Disegnatore di equilibrate armonie, in lui l’incontro tra estro e abilità per svolgere un mestiere d’eccellenza: il liutaio.
Missione ancora possibile, quella dell’artigiano, vero motore dello sviluppo?
Curiosi di riscoprire quel mondo messo da parte dal progresso, ci addentriamo nella fitta rete di vicoli dei Decumani, dove, in un antico palazzo di via San Giovanni Pignatelli Maggiore, al 5, il maestro, apre il suo scrigno magico e ci accoglie. Qui l’ arte ha un filo diretto con l’anima.

Quando è nata la sua passione?
“Mio padre era un ebanista, mi avviò nel 1982 a soli 17 anni, alla bottega artigiana di liuteria della famiglia Calace, grazie alla conoscenza della signora Calace, zia dell’attuale direttore , il professore Raffaele”.
Che ruolo ha svolto Napoli nella sua creatività artistica?
“E’ stata fondamentale. Fin dal primo giorno di lavoro,in quanto ho imparato una arte tramandata da generazioni di artigiani napoletani che hanno creato i primi mandolini”.
Le origini di quest’antica professione a Napoli?
“Nel 1750 le famiglie Vinaccia, in Rua Catalana, e Fabbricatore, hanno aperto le prime botteghe di liuteria artigiana, realizzando il mandolino napoletano, discendente dal Liuto e dal Oud arabo”.
Che rapporto ha con la città?
“Sono profondamente legato a Napoli per le mie origini personali e artistiche, ma, allo stesso tempo, anche un po’ rammaricato, per la mancanza di sostegno delle istituzioni e la scarsa attenzione anche del mondo della cultura e dei media, verso il nostro universo artigiano”.
Quali tecniche e che tipo di legno utilizza per le sue creazioni?
“La tecnica è sempre la stessa, da secoli: cassaforma per realizzare la cassa armonica, generalmente in acero o palissandro. Abete per il piano armonico ed ebano o palissandro per la tastiera. Il manico e la paletta vengono poi incollate alla cassa con colle di origine animale, (di pesce o di pelle di coniglio); le stesse che usava Stradivari. Per le rifiniture e le decorazioni uso la madreperla e materiali simili all’avorio ed alla tartaruga”.
Produce altri oggetti ?
“Sì, con la stessa tecnica usata per realizzare gli strumenti “veri”, ne compongo altri in miniatura, in scala 1:15. Sono delle esatte riproduzioni: se esistesse un uomo “in miniatura” potrebbe suonarli davvero!”.
Dove li presenta?
“Durante eventi culturali organizzato ogni anno e nelle ricorrenze delle festività, specie natalizie. Da alcuni anni, inoltre partecipo a esposizioni di arte presepiale con spazi dedicati alle miniature”. Un desiderio per ampliare la sua attività…
“Il sostegno delle istituzioni per creare una scuola e avviare giovani artigiani a questa arte, con una formazione almeno di quattro o cinque anni. A Cremona per costruire violini si studia circa 7 anni”.
Come è nata l’idea della “passeggiata musicale”, chi ne fa parte?
“Nel settembre del 2004, chiamai amici musicisti e con loro iniziai una nuova avventura: un gruppo: “Mastro Masiello Mandolino” per dare voce agli strumenti, in ogni angolo della vie della città. Il gruppo, costituito in associazione culturale, è formato da 13 elementi; 5 mandolinisti : Peppe Bonetti, Carmine Assorto, Massimiliano del Gaudio,Lino Perrella, Luca Di Giovanni; 5 chitarristi: Francesco Pisco, Ciccio Marino, Antonio Capuano, Paqualino Gaudino, Pippo Causa; Gennaro Cerbone al Contrabbasso; Margherita Mazzaro alle percussioni, e Rosalba Pugliese voce femminile”.
Tra loro, figli d’arte?
“C’è con noi Francesco Pisco, chitarrista, mandolinista, cantante. Il nonno Giuseppe era mandolinista e maestro “ripassatore” delle principali edizioni musicali produttrici delle Piedigrotte” più famose, il papà Pasquale, oggi novantunenne, per quarant’anni è stato chitarrista nei due gruppi storici dei ristoranti La Bersagliera e Zi’ Teresa”.
Oltre la strada…
“Ci siamo esibiti in numerosi concerti: uno per il Cardinale Sepe ; tre Edizioni di Pizzafest; l’ultima edizione di Piedigrotta, sul carro dei Re Burloni,il concerto per il convegno dei maggiori latinisti del mondo,e quello all’auditorium Rai, con coristi del S.Carlo per brani dal Tannauser di Wagner.
Progetti in cantiere?
“Siamo in attesa dell’assegnazione da parte del Comune, di un nuovo laboratorio dove poter avviare una scuola di liuteria artigiana oltre che di musica (mandolino e chitarra ) che sarà adibito a spazio espositivo e a sede per il gruppo musicale, con una sala prove dove si potranno svolgere eventi musicali e teatrali, naturalmente non lontano dalla bottega. E, nell’ambito delle manifestazioni di Natale per l’Ascom e i Lions, parteciperemo con animazioni in diversi punti della città. In primavera, poi, saremo in scena con uno spettacolo teatrale. Ma questa è una sopresa…”.

di Vanda Bocco

(foto di Maria Volpe Prignano)